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Scuole del Sud. Vivere il presente e progettare il futuro.

  • Immagine del redattore: Adele D'Angelo
    Adele D'Angelo
  • 17 giu 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

E' stato un interessante incontro, con ospiti che, oltre ad essere impegnati quotidianamente nella costruzione di quel meraviglioso mondo che è la scuola, hanno dimostrato tutto il proprio spessore umano e professionale. Ho avuto il piacere e l'onore di moderare questa tavola rotonda, in cui, neanche per un pò, si è parlato in "politichese" ma, ciascuno, ha offerto il proprio contributo lucido e competente, frutto di un lavoro fatto sul campo, come si conviene a chi la scuola la vive quotidianamente e ha a cuore il suo destino. L'emergenza Covid 19 ha aperto squarci degni di nota ed è giusto che, a questo punto, ci sia uno sforzo governativo per trasformare questo momento negativo in opportunità di crescita per il nostro sistema scolastico che, tra mille difficoltà, ha saputo reagire con grande vigore e responsabilità ma che ha pur mostrato tanti punti di debolezza. La grande sfida è riuscire a coniugare tradizione e innovazione, con la consapevolezza che è necessario compiere scelte audaci per voltare pagina e per garantire il pieno rispetto degli articoli 3 e 34 della nostra amata costituzione.

Per chi avesse voglia di approfondire gli argomenti appena accennati, può rivedere l'incontro qui:




2 Comments


direzione
Mar 09, 2021

Una domanda che mi faccio spesso pensando alla scuola di oggi è la seguente: ma siamo proprio sicuri che stiamo formando i giovani di oggi a raccogliere e, specialmente, a vincere le future sfide che questo mondo globalizzato ed estremamente competitivo pone e porrà? Ai posteri l'ardua sentenza.

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Adele D'Angelo
Adele D'Angelo
Mar 17, 2021
Replying to

La scuola italiana va indubbiamente riformata ma, soprattutto, va resa unica in riferimento a standard qualitativi, strutturali e infrastrutturali. Abbiamo le migliori menti del mondo, tra i banchi e in cattedra, ma non se ne fa tesoro. Abbandoniamo docenti e studenti al loro destino, senza preoccuparci di capitalizzare questo grande patrimonio che abbiamo, di cui, ahinoi, troppo spesso esportiamo saperi e competenze. Se non si coniugano scuola e mercato del lavoro in un ottica culturale diversa, rischiamo di diventare manovalanza per il resto del mondo. questo il mio pensiero. Grazie per lo spunto di riflessione che mi hai offerto.

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